Comune di Ottati

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sabato 18 novembre 2017 - ore 21.36
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Colle Civita   freccia

COLLE CIVITA


Nel versante occidentale della catena degli Alburni al limite ovest del territorio Comunale di Ottati si erge il colle Civita ( 1085m.s.l.m.), questo trovasi tra i numerosi falsipiani che degradano dalla catena degli Alburni alla pianura. Sul lato sud – est del colle si possono osservare tratti di mura di cinta costituite da pietre di forma irregolare, tenute insieme da malte di calce, sabbia di fiume e pietrisco; poi, all'interno del probabile tessuto urbano, si intravedono numerosi cumuli di pietrame, aventi forma regolare costituenti piccoli e medi fabbricati. Attualmente, sono nettamente leggibili il fabbricato denominato “carcere”, edificato in epoca più recente rispetto alle altre costruzioni, di cui si rileva chiaramente la perimetrazione e la distribuzione interna e, alla sommità del colle, all'interno della cinta muraria, il fabbricato individuato come la “chiesa di S. Maria”. Delle restanti rovine, si leggono episodi, quasi per tutti i fabbricati, quali tratti di muri e anche una volta semidistrutta sita all'estremo nord dell'insediamento rurale.


L'origine più probabile, che dalla documentazione e dalla lettura del sito si può affermare, è quello di un insediamento di abitanti delle sottostanti vallate, dediti alla pastorizia ed all'agricoltura, che, principalmente nei mesi estivi, popolavano “Civita Alburna”, il tutto riferibile al sec. VIII. In tale contesto, probabilmente, gli agricoltori-pastori del circondario dell'antica Fasanella e del più vicino centro dirupo “Pantuliano”, che si trovava a sud di tale insediamento, trovarono vantaggioso tale sito, costituito da buoni pascoli e grandi piani coltivabili, lontano dalle strade di comunicazione e quindi dai connessi pericoli.
Quasi al centro del tessuto edificato, fu costruita la chiesa che fu dedicata a “S. Maria “, derivazione del culto bizantino.
Al Colle Civita vi si accedeva, partendo dall'attuale strada provinciale, in prossimità del bivio Aquara – Ottati, dirigendosi verso la montagna (nord), in direzione “Costa della Croce”. La via anche ora è ben visibile ed è costituita da un tracciato roccioso con più tratti sistematao a massicciata. Giunti in località “Varco della Forca” si nota il colle che si presenta in tutta la sua maestà, tanto da essere paragonata ad un'antica acropoli, tanto è la somiglianza data dalla forma dell'insediamento e del sito.


Fiancheggia il colle, un'altra vetta che presenta la cima pianeggiante, di forma ovale, recintata da pietrame e che è segnata sulle carte topografiche col nome di “ Tempa Cavallerizza “ lievemente di quota altimetrica inferiore a Colle Civita( 989m.  s.l.m. ). A sud di colle Civita esiste ancora in parte un lungo tratturo, antichissimo, che lambiva la zona di Costa Palomba superava il massiccio montuoso e scendeva nel Vallo di Diano. Lungo questo tratturo su uno sperone roccioso oggi si vedono i ruderi di una cappella dedicata a S. Anastasia, utilizzata dopo il periodo di culto come ricovero per i pastori e animali.

Come riferimento cronologico, per l'insediamento di colle Civita abbiamo, allo stato attuale, solo notizie bibliografiche. Nei Discorsi di G. Antonimi, ad esempio, si legge: <<Al finir dell'Alburno sorge un'altra montagna detta della Civita, dalle ruine che si vedono d'un qualche paese di cui non si sa il nome>>. Egli, quindi, suppone che nei tempi remoti questi ruderi abbiano avuto altro nome, ma non sembra sia stato così perché di nessuna borgata o città di denominazione diversa ci è mai giunta memoria, che vada oltre i tempi medievali.
Molti sono i luoghi nel nostro Regno che appellansi Civita nei quali altro non vedesi che avanzi di antiche fabbriche e che altro non indicano che distrutte città di antiche nostre popolazioni, e non devesi qui tralasciare ancora di notare che tutti quei paesi in oggi abitati, in nome dei quali precede detta voce Civita, sono di antica fondazione o hanno origine da altri vetusti luoghi distrutti.
Abbiamo altre due notizie bibliografiche relative al colle Civita, che tuttavia risultano molto vaghe: il Villanova fa risalire, per esempio, ad epoca romana lo spiazzo recintato di forma ovale e i ruderi delle abitazioni; un''altra notizia attesta, invece, il rinvenimento di tombe di età romana nel territorio di Ottati.
 

 

 

 

 
 

 


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